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Pollon di Hideo Azuma bross+sovracoperta, b/n, 112 pagg, lire 5900 Lexy Produzioni |
Ricordiamo che gli orientali, e i Giapponesi in particolar modo, subiscono in modo fortissimo la fascinazione della mitologia occidentale, considerandola esotica, curiosa e fonte di grande interesse; materiale d’uso per idee scevre da considerazioni filosofiche o filologiche, insomma. Gli orientali si sentono giustamente liberi di rinarrare secondo il loro gusto e cultura, quelle che sono in fondo avventure di personaggi lontani. Anche I Cavalieri dello Zodiaco, per fare
un esempio, partono da elementari conoscenze della mitologia greca, così
come alcune delle serie robotiche di
Go
Nagai presentano elementi di contatto, dichiarati, con antichi miti
greci.
Pollon riesce egregiamente a far sorridere anche e proprio perché è divertente, per noi, vedere trasposizioni comiche o semi-tali di miti che originariamente di comico non hanno nulla, anzi sono assolutamente tragici! |
Potremo dunque leggere di Medusa, una deliziosa signorina che
si è vantata un po’ troppo della sua bellezza, irritando così
un’arcigna Atena, che per punizione la fornisce della nota capigliatura
rettile e di un aspetto mostruoso. O dell’enigma della Sfinge, gigantesco
essere femminile metà donna e metà leone, che la piccola
Pollon riesce a risolvere; o ancora del pericoloso esperimento che la pestifera
semidea vuole compiere con il carro del sole di suo padre Apollo (rischiando
di arrostire o di far sprofondare nelle tenebre l’intero cosmo).
E così altre avventure, tutte brevi e possiamo dire autoconclusive, anche se trainate dalla medesima sottotrama e cioè il desiderio di Pollon di diventare una vera Dea, desiderio per il quale la piccola peste riesce a combinare ogni sorta di guai! |
Ma ogni episodio finisce sempre bene e in genere tutto si risolve con qualche escoriazione, qualche caduta, un po’ di bernoccoli… In questo Hideo Azuma dimostra di non avere affatto in simpatia la crudeltà di certi miti - moltissimi in verità, preferendo colorare in modo solare faccende olimpiche che, invece, sono state tramandate sempre a tinte foschissime. (Imperdibile, poi, la vignetta nella quale scopriamo che Apollo dorme in compagnia di un peluche con le fattezze di… Snoopy!) Il tono delle vicende è comunque sempre lieve, la comicità non è necessariamente sguaiata e i personaggi, seppur non eccessivamente approfonditi, risultano simpatici e ben caratterizzati.
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Il disegno è molto, molto carino e in esso si riscontrano le caratteristiche
tutte orientali del kawaii (tenero, piccolo, grazioso…); gli animali raffigurati,
sia quelli mitici che le normali bestiole che popolano le avventure della
piccola Pollon, sono raffigurati in modo delizioso! |
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Eros è raffigurato sempre completamente nudo, con un enorme ombelico piazzato nel mezzo della pancia che lo fa sembrare ancor di più un neonato. E’ paradossale che proprio il dio dell’amore, colui che tramite le sue frecce divine fa scoccare l’amore nei cuori dei mortali e degli dei, sia rappresentato con un aspetto così orrendo e, aspetto a parte, è ben strano che proprio lui paia destinato a non incontrare mai l’amore! E’ forse, insieme a Pollon, il personaggio meglio caratterizzato del manga, quello che ispira più simpatia. |
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Per chi ha seguito la serie in tivù
sarà difficile non sentire Eros parlare con la voce del famoso doppiatore
Fabrizio
Mazzotta, amatissimo dai fan italiani e qui anche supervisore del manga.
In questo primo volumetto Mazzotta cura anche un’intervista a Liliana Sorrentino,
la voce televisiva di Pollon e nelle prossime uscite si occuperà
della posta dei lettori. In definitiva Pollon è un bel manga
e, sempre prezzaccio a parte, merita una menzione anche la cura e la qualità
con cui ci è presentato dalla
Lexy Produzioni.
Orlando Furioso
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[originariamente pubblicato nel luglio 2001]









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