di David Michaelis
La vita e l'arte del creatore di Snoopy,
Charlie Brown & Co.
a cura di Marco Pellitteri
traduzione di Alessandro Bottero
672 pagine
con inserti fotografici
e strisce dei Peanuts
euro 32 - Tunué
Prima di qualsiasi altra cosa: Charles Monroe Schulz è stato uno dei più grandi e importanti fumettisti della Storia. Questo indipendentemente dai gusti soggettivi, sacrosanti.
E questa biografia, che non è perfetta - ne parliamo qui sotto - secondo me è indispensabile per chiunque ami le strisce a fumetti, anzi i fumetti in generale. Anzi: il Fumetto, con la F maiuscola.
Detto questo, segue qualche prescindibile riga del mio personale rapporto con i Peanuts.
Ho conosciuto i Peanuts verso i nove anni, quando un membro della mia famiglia ha portato a casa un sottile librettino cartonato con una serie di strisce a fumetti. Insieme a quel libretto però ce n'era un altro, cartonato anch'esso, il primo edito in Italia di Mafalda e il me stesso bambino non ebbe dubbi: Charlie Brown e gli altri bambini con la testa grossa e rotonda: noiosi; Mafalda e il suo gruppo di amici: adorabili e divertenti.
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| Charlie Brown by Charles Schulz - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
Ero troppo piccolo sia per comprendere le strisce dei Peanuts sia per cogliere il sarcasmo, spesso di matrice politica, di Mafalda, ma la "piccola contestataria" e i suoi amici - Susanita, Manolito, Felipe... - mi piacevano tantissimo, mi ci affezionai subito e per molti anni tra le due strisce, per me, non ci fu gara. Mafalda vinceva a man bassa.
Tra le tante strisce che amo ce n'è poi ancora una, che io amo proprio follemente: se sei curios* ne ho parlato qui e qui :)
"Be', se vi aspettate un altro Nancy e Sluggo, scordatevelo"
(C.M.Schulz, pag. 255 "Schulz e i Peanuts" di David Michaelis - Tunué)
...e che evidentemente Schulz non amava granché, pazienza.
Dicevo: poi crescendo cominciai ad apprezzare i Peanuts e oggi ne possiedo tutte le strisce grazie alla bella edizione cartonata della Panini, che periodicamente rileggo (così come rileggo sempre volentieri il volumone "Tutte le strisce" di Mafalda).
Ma nemmeno oggi Peanuts è la mia striscia preferita, ecco l'ho detto.
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| Woodstock e Snoopy by Charles Schulz - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
La amo molto, ma con delle riserve: non amo le avventure di Snoopy nella "Prima Guerra Mondiale" mentre pilota il suo immaginario Sopwith Camel; non mi piacciono le strisce troppo riferite allo sport (non so di baseball né di tennis né di pattinaggio); le strisce riferite al "Grande Cocomero" - che in realtà è una zucca, come ognun* sa - mi annoiano presto; i sermoni religiosi di Linus li trovo insopportabili; non sono mai riuscito ad affezionarmi al piccolo Replica.
Ma adoro tutto il resto: da Piperita Patty e Marcie ("Non chiamarmi capo!") a Sally, forse il mio personaggio preferito, dalle strisce ambientate a scuola a Lucy "psicologa"; da Snoopy scrittore a Woodstock qualsiasi cosa pigoli o faccia, "woodstockini" compresi ecc. ecc.
Dei Peanuts si cominciò a parlare in Italia, seriamente, solo nel 1965 - 15 anni, dunque, dopo la nascita della striscia negli USA - con la fondazione della rivista Linus: nientemeno che Umberto Eco ed Elio Vittorini si occuparono di un argomento che fino al giorno prima era considerata una cosetta da bambini: una striscia a fumetti. Da allora, in Italia, non se n'è più smesso di parlarne e non passa settimana che in qualche rivista, fanzine, blog, libro, articolo, post ecc. se ne parli.
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| Lucy e Linus by Charles Schulz - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
Ma qui da noi è sempre mancata una biografia organica e completa dell'autore dei Peanuts: Charles Monroe Schulz (1922 - 2000). Soltanto dopo la morte del grande fumettista è stato possibile scrivere una biografia realmente completa, dalla sua nascita alla sua morte.
E finalmente adesso entriamo più nel dettaglio di questa biografia scritta da David Michaelis.
Uscita negli USA nel 2007 è stata pubblicata in Italia da Tunué nel 2013 e io possiedo, ho letto e mi riferisco a questa prima edizione. Il poderoso volume - 672 pagine fitte fitte su carta particolarmente sottile - comincia con una indispensabile e non breve prefazione dell'ottimo Marco Pellitteri curatore del volume: la chiamo indispensabile perché chiarisce subito, prima della lettura della biografia vera e propria, i possibili limiti, e i molti pregi, della biografia scritta da Michaelis.
"Con questo fumetto [...] i lettori si sono [...] elevati di spirito. In tal senso Peanuts (1950-2000) è stata nella seconda parte del secolo scorso quello che a modo suo un'altra celebre striscia, Krazy Kat (1913-1944) di George Herriman, era stata nella prima. Un capolavoro d'arte per le grandi platee destinato a rimanere per i decenni, forse per i secoli futuri." (Marco Pellitteri, da Nota all'edizione italiana di Schulz e i Peanuts, di David Michaelis)
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Piperita Patty e Marcie by Charles Schulz - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
La prefazione di Pellitteri ci introduce anche alla biografia del biografo David Tead Michaelis, nato a Boston nel 1957 e già autore di saggi e libri e di un romanzo acclamati dalla critica statunitense. Dopo una meritata lode alla scrittura di Michaelis e al suo libro in generale, Pellitteri mette in risalto anche alcune manchevolezze della biografia che, dopo la mia lettura del volume, condivido in pieno. Manchevolezze che a mio parere non inficiano comunque l'indispensabilità e il godimento della lettura (infanzia di Schulz a parte, periodo che ho trovato particolarmente pesante, se non addirittura noioso da leggere. Nonostante ciò credo che sia doveroso raccontare anche l'infanzia dei grandi autori/autrici) alla fine della quale ci si ritroverà ad avere molte idee e a fare molte ipotesi sulla figura e sull'opera di Charles M. Schulz.
Personalmente credo che oggi il grande fumettista verrebbe diagnosticato come autistico - l'autismo va moltissimo di moda! - e sarebbe considerato incredibilmente antipatico, parecchio anaffettivo, superbo (mascherava quest'ultimo difetto con una continua auto-svalutazione che trovo personalmente poco credibile) e insomma, non certo il tipo di persona che si vorrebbe come amico. Ma, già Pellitteri ci avverte nella sua prefazione, il libro non è la verità assoluta su Schulz, ma una biografia scritta da un non-esperto di fumetti che ha determinate convinzioni, anche religiose, e che formula tesi non necessariamente suffragate dalla realtà dei fatti, che a certi livelli è comunque inconoscibile o quasi.
"Sparky non aveva una buona opinione degli altri fumettisti. Sapeva di essere migliore. Mi disse perfino di essere un fumettista migliore di tutti gli altri messi assieme." (Jim Sasseville, pag. 359 "Schulz e i Peanuts" di David Michaelis - Tunué)
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| Charles M. Schulz al tavolo da disegno - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
Alla prefazione di Pellitteri segue una nota del traduttore del volume Alessandro Bottero, anch'essa utilissima, che racconta brevemente la storia della pubblicazione dei Peanuts in Italia. La traduzione, per quanto ovviamente io non abbia letto il volume originale, l'ho trovata ottima nel senso che se la lettura procede in modo così scorrevole è anche e soprattutto merito del traduttore e sono molto apprezzabili anche le sue note, indispensabili per comprendere alcune situazioni e citazioni, da noi lontane sia nel tempo che nello spazio.
Come dicevo più sopra ho trovato eccessivamente lunga e troppo iper-minuziosa la parte sull'infanzia di Charles M. Schulz e in seguito anche le dettagliatissime descrizioni delle costruzioni delle sempre più grandi e ricche ville e tenute del fumettista e della sua famiglia, ma s'intende che è un giudizio strettamente personale [come tutto il resto d'altronde] mentre ho trovato veramente avvincente tutto ciò che riguarda il suo inizio come fumettista e la graduale ascesa fino a diventare uno dei più grandi - e dei più ricchi - fumettisti della Storia dell'Umanità!
"Sono combattuto tra l'essere il più bravo e l'essere il più venduto."
(C.M.Shulz, pag. 400-401 David Michaelis "Schulz e i Peanuts" - Tunué)
Ho, insomma, sempre considerato Peanuts una striscia per adulti e in effetti la biografia di cui parliamo me lo conferma almeno in parte: Schulz voleva essere considerato il migliore, ma dagli adulti.
"Charlie Brown sopporta senza deprimersi insulti che avrebbero portato dei bambini reali al punto di rottura. Pig-Pen affronta ciclicamente sgarbi che ridurrebbero in lacrime bambini veri. I personaggi di Schulz ricordano alle persone della lotta senza fine necessaria per affrontare le proprie debolezze con dignità. [...] Charlie Brown non molla mai."
(David Michaelis "Schulz e i Peanuts", pag. 233 - Tunué)
Anche molto interessanti, sebbene poco attinenti alla striscia vera e propria, le narrazioni dei continui trasferimenti della famiglia Schulz: con la ricchezza, con la molta ricchezza!, arrivano case sempre più grandi e lussuose, ma non voglio fare troppi spoiler. La ricchezza e la fama mondiale non attenueranno le mille fobie del grande autore di fumetti che, quasi fino all'ultimo giorno della sua vita, sarà ogni giorno al suo modesto tavolo da disegno a lavorare sulle prossime strisce.
"Per molti fumetti il disegno serva a distrarre [...] Peanuts, ricco di spazi vuoti, non dipendeva dalle azioni o da un particolare contesto per attrarre il lettore: parlava di persone che affrontavano i loro problemi interiori nella vita di tutti i giorni, senza nemmeno risolverli. L'assenza della soluzione era il centro della storia [...] "Il novanta per cento dell'umorismo è nel disegno"."
(David Michaelis "Schulz e i Peanuts", pag. 291 - Tunué)
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| Lucy e Snoopy - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
Molto interessanti le parti in cui nella biografia vengono narrate con dovizia di particolari le esperienze religiose di Schulz che passano da un quasi-fanatismo a una posizione molto più... umana e, diciamo così, tollerante. Certo la Chiesa di Dio - Church of God, questo il nome della congregazione/denominazione della chiesa di cui Schulz fece parte, nome che per altro usano innumerevoli congregazioni negli USA e nel resto del mondo, anche molto diverse tra loro - si arricchì moltissimo grazie alle generosissime donazioni del fumettista che arrivarono ad essere letteralmente milionarie.
Charles Schulz, ferreo e inamovibile su moltissime cose della sua vita, anche "grazie! alle sue molte manie e fobie, arrivò invece a cambiare idea - non fede: idea - non tanto sulla religione o su Dio o Gesù Cristo, ma sulle religioni organizzate, idee che a maggior ragione oggi sono ancora più condivisibili:
"Una chiesa organizzata mi fa paura.e una chiesa che si identifica con l'America mi fa molta paura" [il corsivo è nell'originale, ndO] [...] "Spaventosa tendenza sociale: persone che ritengono che il Cristianesimo e l'Americanismo la stessa cosa."
(C.M.Shulz, pag. 400-401 David Michaelis "Schulz e i Peanuts" - Tunué)
Parte imprescindibile per comprendere a fondo sia il fenomeno Peanuts che Charles Schulz è la parte, tutt'altro che noiosa, "commerciale" del discorso: dopo che la striscia di Charlie Brown & Co. raggiunse l'intero mondo occidentale tramite le migliaia e migliaia di quotidiani diffusi nelle varie nazioni [già... un tempo le persone leggevano i quotidiani...] cominciarono a proporre all'autore mille prospettive di commercializzazione "extra-fumetto" dei suoi personaggi, come ognun* di noi sa benissimo: pupazzi, peluches, biancheria da camera e da cucina, lampade, libri per piccini, cartoline di auguri e mille altri prodotti di merchandising: Schulz fu fortunato, e forse anche acuto (ma personalmente credo più fortunato) ad affidarsi a un'agenzia che gli permise di mantenere un certo controllo sui prodotti e di arricchirsi oltre ogni misura concepibile.
I dubbi di Schulz sull'opportunità o meno di far diventare i suoi amatissimi personaggi prodotti, mere merci, che poco o nulla avevano a che fare con la profonda filosofia dei Peanuts, durarono pochissimo e, come detto, fu più che fortunato a livello di guadagni.
"Sono combattuto tra l'essere il più bravo e l'essere il più venduto."
(C.M.Shulz, pag. 400-401 David Michaelis "Schulz e i Peanuts" - Tunué)
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| Lucy e Linus - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
Mi rendo conto della lunghezza di questo scritto [ma a me piace ancora tanto leggere cose "lunghe" e approfondite], ma evidentemente sia l'importanza di questo libro, sia il grado di coinvolgimento personale nella lettura mi hanno fatto molto pensare e - tra parentesi - fatto tornare una gran voglia di leggermi nuovamente l'opera completa di uno dei più grandi autori di fumetti della Storia.
E ora alcune critiche al volume - del quale, ricordo, io possiedo la prima edizione: può essere quindi che nelle edizioni successive alcuni di quelli che considero errori siano stati corretti: 1. carta sottile e un po' trasparente, anche se capisco che un maggior spessore avrebbe portato il volume, già ben poderoso, a livelli di un Omnibus; 2. le, poche, strisce riprodotte nel volume - poche, ma sempre attinenti all'argomento di cui il biografo sta trattando - sono illeggibili senza una lente di ingrandimento o se non si possiedono 11/decimi di vista; 3. dalla metà in poi del volume numerosi sono i refusi, veri e propri errori di stampa che anche se non inficiano la lettura ma restano comunque fastidiosi.
Il punto 4. è davvero soggettivo, ma ci tengo a dirvelo: non ho minimamente apprezzato da parte dell'autore il rendere la prima moglie di Schulz come una specie di strega maligna, vessatoria, oppressiva, sostanzialmente una stronza mentre il povero ("povero" si fa per dire...) autore di fumetti doveva ingoiare e subire e subito dopo descrivere la seconda, e ultima, moglie come una sorta di santa, che perdonava volentieri le numerose scappatelle (sentimentali, ma forse non solo) del suo così importante e ricco marito. Chissà, forse le cose sono andate davvero così, ma l'autore della biografia non credo proprio sia un fan del femminismo...
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| Charlie Brown - da Schulz e i Peanuts di David Michaelis - Tunué |
Piccole critiche a parte consiglio vivissimamente la lettura di Schulz e i Peanuts, la vita e l'arte del creatore di Snoopy, Charlie Brown & Co., una lettura che sarà sicuramente impegnativa - quindi i fan di ticche-e-tocche stiano alla larga - ma molto, molto stimolante e storicamente importantissima non solo per il racconto della vita di Charles M. Schulz, ma anche per comprendere cos'erano gli USA, o una parte di essi, in quel periodo storico, come funzionavano i sindycate e mille e mille altre esperienze e situazioni sempre estremamente interessanti. E, anche e soprattutto, per vedere coi propri occhi quanto incredibile lavoro, tenacia e sofferenza ci fu dietro la striscia a fumetti più famosa del Pianeta. Per le e i fans di Snoopy & Co., invece, la lettura è semplicemente indispensabile.
Orlando Furioso (26 Ago 2026)
Nota:
Tra i numerosi saggi sui fumetti editi da Tunué ne ricordo uno in particolare, che mi è piaciuto tantissimo e che trovo davvero indispensabile e di cui ho parlato QUI.










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