venerdì 5 giugno 2009

American Gods, di Neil Gaiman

 

 

American Gods 

di Neil Gaiman

romanzo, 523 pagine


16,00 euro


Mondadori, collana Strade Blu

 

 

                                                                torna alla home

 

Sono vecchi, molto vecchi e stanchi; arrivarono molto tempo fa nel Nuovo Mondo affrontando l’oceano e le miserie di una venerazione e di un rispetto sempre più flebili e rarefatti, raccogliendo briciole con le quali sopravvivere. 

Ma non sono privi di forze e di energie, questo no: se la gloria non li circonda più con la sua aura, hanno pur sempre magia e potenza, per quanto ammaccate e polverose. Sono Loro, gli dèi del Vecchio Mondo. Pantheon con sulle spalle storie tramandate nei secoli, marcati stretti – ora - da nuove, giovani arroganti divinità globali e a la page che tramano in modi subdoli e sporchi per cancellarli completamente dalla memoria dell’umanità.

Shadow, un armadio d’uomo con la passione per i giochi di prestigio che ha appena finito di scontare il suo debito con la giustizia, si troverà coinvolto in quella che si annuncia essere la battaglia finale, un Armageddon pullulante di divinità che potrebbe svolgersi su diversi piani di realtà. Nelle settimane successive alla sua scarcerazione, Shadow varcherà soglie che conducono a mondi che nemmeno immaginava, conoscerà (eccome se le conoscerà…) creature (… e creatori…) che non potrebbero (né dovrebbero?…) esistere e si troverà al centro di macchinazioni cosmiche così potenti e misteriose da non poter essere pensate senza sentire pericolosamente vacillare la propria sanità mentale.



L'Odino della Marvel Comics (SEC 244, Panini Comics-RCS)

Ma Shadow è un uomo più forte di quanto egli stesso creda ed è sostanzialmente buono e degno, e ha un’abbondante riserva d’amore, di gentilezza e d’onestà dentro di sé; condizioni, queste, che si riveleranno preziose per il lavoro che dovrà svolgere, un lavoro molto più grande di quanto un semplice umano potrebbe sostenere…

Che nulla sia semplicemente come appare, Neil Gaiman ce l’ha mostrato già da tempo; o meglio: forse, quando guardiamo la strada diritto davanti a noi, siamo in grado di intravedere confusamente con la coda dell’occhio una realtà altra, ombre che si muovono cupe ai lati della nostra realtà pronte a dissolversi come nebbia o miraggio non appena cercassimo di metterle a fuoco.

Col suo romanzo American Gods, pubblicato in Italia da Mondadori, Neil Gaiman accompagna nuovamente il lettore in territori fantastici e s/conosciuti, attraverso miserie umane e divine che s’intersecano strettamente le une alle altre, razze – quella umana e quella divina – legate da sempre e per sempre. 

Oltre a Shadow, l’unico protagonista veramente umano, il romanzo pullula di presenze e personaggi che fanno parte del nostro partimonio mitico e culturale e che l’autore dimostra, come sempre, di conoscere e manipolare con risultati ottimi. D'altronde è proprio lui la voce umana del Maestro Tessitore capace d’incantarci usando i fili della sua tela fatta del materiale dei sogni..

Chernobog, divintà Slava (immagine da Internet)


Anche tra queste pagine il sogno è molto presente (e come potrebbe essere altrimenti?), importante al pari della veglia e parrebbe quasi di sentire l’aura del Signore Morfeo strisciare tra le pagine. Questo è uno dei motivi per cui American Gods sarà più che apprezzato dai cultori di Sandman: le atmosfere e il sapore che il romanzo lascia in bocca e nella mente del lettore, hanno molto in comune con quelle di cui sono permeate le storie del Signore dei Sogni.

Sia chiaro che Gaiman non pare proprio a corto d’ispirazione (anzi!) e non ricicla le sue stesse idee; si sta parlando di qualcosa di ben diverso dall’autoplagio o dallo sterile compiacimento. 
E’ come se l’autore avesse concepito un’intero, organico universo con regole proprie perfettamente funzionanti a livello narrativo, all’interno del quale si muovono e agiscono tutte le sue creature, indipendentemente dal mezzo espressivo scelto da Gaiman (fumetto, racconto, novella, romanzo…) 
Tutto ciò non solo non “disturba” minimamente il lettore, ma anzi introducendolo in un universo meraviglioso e crudele dal quale resterà piacevolmente invischiato, mantiene e rispetta anche il patto con chi ha già assaggiato quel mondo e che proprio le strade di quel mondo si aspetta di percorrere.

American Gods è un romanzo che usa materiale noto per raccontare una storia ignota, ecco. Gli unici due assiomi che valgono sono: le regole della Magia e l’ottima scrittura di Neil Gaiman, il quale produce oltre cinquecento pagine che si bevono d’un fiato, pronte per essere rilette e riassaporate e per scoprirvi ogni volta cose nuove.

Sarà una lettura tutt’altro che lineare, ché anzi è qui richiesto il solito dovuto impegno da parte del lettore, la sua partecipazione attiva e meravigliata affinché tutto funzioni per il meglio. Lettura estiva perfetta, non perché “spensierata” e lieta, ma perché un freddo gelido accompagna tutti, protagonisti, comparse, lettori, dalla prima all’ultima pagina.



Orlando Furioso

 

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