Sono Orlando Furioso, classe 1960. Amo i fumetti, anzi il Fumetto, e mi piace avere un blog per scrivere dei commenti su alcuni dei fumetti che leggo. Da grande vorrei imparare a scrivere delle recensioni vere, ma sennò va bene anche così: scrivere questi commenti mi rende felice. Buona lettura.

venerdì 30 ottobre 2026

Lapino # 3

Lapino # 3 - indie comics - copertina

Lapino
# 3 

rivista di fumetti e di narrazioni 
dal sottosuolo

di 19 AA.VV. 
(vedi più sotto elenco completo) 

brossurato, 92 pag, b/n

15 euro - per l'acquisto vedi al
fondo dell'articolo 

indie comics - 2026

torna alla home 

 "Cento pagine di fumetti e disegni, fatti senza l’invidia del mainstream"
Paolo Interdonato su Lapino (da (Quasi), la rivista che non legge nessun*)

Aria. Respiro.

Da qualche anno per diversi motivi (due, abbastanza seri) non frequento più le varie fiere di fumetti. 
Bene non farmi schiacciare da gente vestita da folletto o da ironman, malissimo perché da anni mi perdo contatti e acquisti dai "reparti indipendenti", le uniche cose interessanti delle fiere di comics.

Inoltre non ho social (tranne substack: è un social?) e quindi mi perdo tutte o quasi le iniziative, anche virtuali, e le iniziative indipendenti; intendo veramente indipendenti, non roba da wannabe o da Image comics (per quanto quest'ultima abbia fatto uscire anche delle cose non pessime negli anni).

disegno di Titti Demi, da Lapino # 3 - indie comics
disegno di Titti Demi - Lapino # 3 - indie comics

 

Affari miei, scelte mie, mie lamentazioni. Ma mi manca l'aria. Se penso di respirare ancora marveldcbonelliecc. mi sento un po' male, non è una posa: non ne posso veramente più di roba mainstream. Non rinnego nulla, ci mancherebbe, nel mainstream sono usciti un sacco di bei fumetti e comunque ogni tanto mi va di mettere in pausa il cervello, di rilassarmi insomma. Ma comunque non ne posso più.

Una bella boccata d'aria è stato leggere e rileggere recentemente il fumetto indipendente Stirpe di Pesce di Laura Spianelli (ne ho parlato QUI). E un po' mi sono ossigenato con La Fine del Mondo di cui per altro metà del mondo parla male. Non io, ne parlerò bene prossimamente.

Poi grazie a substack (è un social?) dove ci scrive un po' di gente interessante, tra cui quell* di (Quasi), scopro l'esistenza del terzo numero di Lapino "rivista di fumetti e di narrazioni dal sottosuolo" e a stretto giro di posta me lo compro. 

E' diretta, coordinata da Titti Demi che oltre a coordinare fa fumetti sia per conto suo che per Lapino. 


Tendenze Zucchericide, di Caroline Sury - Lapino #3 - indie comics
Tendenze Zucchericide, di Caroline Sury - Lapino #3 - indie comics

 

Aria, respiro. 
E contemporaneamente mi manca l'aria. Che c'entra l'aria coi fumetti indipendenti, cioè in particolare questi su Lapino? C'entra perché l'aria è ferma e immobile se stai chiuso e fermo e finisci per leggere solo roba mainstream [fumetti, dico; perché per il resto internet a casa ce l'ho anch'io e qualcosa di buono riesco a trovarlo in rete, diamine!] e quindi il cervello si raggrinzisce un po' e soffochi pian piano senza quasi rendertene conto. Non è che abbiano smesso di piacermi i soliti fumetti ecc., è che ne ho già la casa piena e mi bastano così, non ne ho bisogno di altri/e.

Invece molti dei fumetti indipendenti, quelli che ai miei tempi si definivano underground, e in particolare quelli che ho letto su questo terzo numero di Lapino mi spostano il punto di vista, mandano affanculo il "buongusto", mi prendono anche un po' a sberle (quando ci vuole ci vuole) e mi deliziano la vista, quella vera, quella parte che ancora non è stata plasmata e istupidita dai canoni dei fumetti mainstream. Riesco a spiegarmi?

Mi solleticano parti del cervello che stavano andando un po' in putrefazione (vabbè, metaforicamente, spero), mi mettono davanti a scelte estetiche diverse che sta a me accogliere o meno. Le accolgo, per la cronaca.

Cos'hanno di diverso i fumetti indipendenti? Prima di tutto l'intenzione; poi il non obbligo di serialità, il non dover corrispondere a canoni imposti e il non dover sottostare a logiche (capitaliste) di mercato. E' anche (soprattutto?) avere/comunicare uno sguardo diverso sulle cose, la realtà, la vita (e la morte). Molto spesso, infine, non sempre, ma molto spesso, i fumetti indipendenti e underground non sono consolatori. [Escapismo bye bye]

Slow Pace Snail di Vera Bekema - Lapino #3 - indie comics
Slow Pace Snail, di Vera Bekema - Lapino #3 - indie comics

 

Apro la rivista e per prima cosa mi cade in grembo una cartolina disegnata da Titti Demi che al di là del fatto che il suo segno mi piace tantissimo, lei non può immaginare quanto quel disegno c'entri - dico seriamente - con la mia vita in questo preciso momento. Non lo metto qui: se volete goderne comprate la rivista.

Io non sono specialista di niente quindi non è che posso mettermi a descrivere i disegni o le storie o le scansioni da un punto di vista tecnico, ma non voglio nemmeno limitarmi al mi piace/non mi piace e basta: i disegni di Titti Demi per me sono molto potenti, mi colpiscono e mi piacciono tantissimo [spoiler: mi piaceranno tutt* le autrici/autori di Lapino] perché hanno un tratto nervoso ed espressivo/espressionista (si può dire?) che presuppone studio e serie conoscenze di anatomia e prospettiva delle quali Titti non è dipendente né schiava e proprio per questo è così potente e personale. Non che io sia affezionato all'anatomia e alla prospettiva - francamente: non me ne frega niente della tecnica - ma è solo per dire che non è che perché si fanno fumetti indipendenti vuol dire che non si è tecnicamente preparat* e tutto Lapino è una prova lampante di questo. 

Bro, di Marco Corona - Lapino #3 - indie comics


In questo numero - gli altri purtroppo non li ho... - ci sono dei disegni di una bellezza e complessità e intensità stratosferica e come detto fin qui a me interessa quello che un fumetto mi fa, quanto mi sconvolge, se riesce o meno a scardinare dei (falsi) punti fissi. Le sberle di cui sopra, insomma. Tante autrici e autori, tante storie, quasi una ventina, tanti stili diversi, un sacco di cose da guardare e riguardare e da leggere.

La copertina è di Andromalis, fumettista e illustratore italiano e si può vedere accanto al titolo di questo scritto; poi disegno+editoriale di Titti Demi cui segue Slow Pace Snail di Vera Bekema - QUI il suo sito - che è una fumettista e graphic designer olandese di base a Berlino attiva nella scena fumettistica indipendente: potete vedere una sua vignetta lì sopra. Vignette regolari, rettangolari, ferme, in cui non sono tanto gli occhi a viaggiare, ma la testa.

In Tendenze Zucchericide di Caroline Sury mi ci sono perso: uno stile pazzesco [guardane una vignetta in questa stessa pagina] e personalissimo, ogni vignetta, ogni tavola, è piena zeppa di cose e infatti su ogni vignetta e tavola mi ci sono fermato tantissimo perché mi piacciono l'horror vacui e gli sfilacciamenti e aggiungo che la storia mi ha turbato un po'. Anche più di un po'. Qui nessun* somiglia a nessun* sia chiaro, ma proprio e soltanto per il fantastico disordine mi è venuta in mente Julie Doucet. 
Caroline Sury è una fumettista e illustratrice francese che potete andare a sbirciare QUI.

Con Marco Corona siamo vicini di casa (beh: di paese, via) e in casa ho già delle cose sue (ma ancora troppo poche, provvederò) e mi è sempre piaciuto parecchio. E' fumettista e illustratore molto attivo in Italia e fuori e ha pubblicato un bel po' di opere. Sa fare cose in stili anche molto diversi tra loro e qui su Lapino # 3 con le sue sette pagine di Bro' è comico e cattivo, mi ha fatto molto ridere. Non trovo un suo sito o blog... 

Cazzimma, di Federica Ferraro - Lapino #3 - indie comics

 

In Lapino #3 ci sono 92 pagine e ci sono 17 storie a fumetti + editoriale + un articolo e una sorta di racconto (che mi ha fatto spanciare, ne accenno tra un po') + le Spigolapine di Ara Fossati Levi: ovvio che si tratta di storie brevi che non significa meno intense. Anzi. Dicevo che alcune sono proprio degli sberloni in faccia. 
Non tutte sono immediatamente comprensibili, (probabilmente) non tutte hanno un unico "senso di lettura", non tutte sono immediatamente comprensibili: ed ecco un'altra caratteristica che le distingue dal fumetto industriale.

Spigolapine, di Ara Fossati Levi - Lapino #3 - indie comics
Spigolapine, di Ara Fossati Levi - Lapino #3 - indie comics

 

Federica Ferraro è una fumettista e illustratrice napoletana, e già il titolo - Cazzimma - me l'aveva fatto abbastanza intuire. 
Attiva nella scena indipendente ha vinto dei premi è stata candidata ad altri, insegna all'Accademia di Belle Arti di Frosinone, ha pubblicato con ed è redattrice di Sputnik Press e QUI potete vedere un po' di cose sue. Cazzimma ho più o meno presente cosa significa anche se non saprei come tradurlo e non ce n'è bisogno. Leggendo la breve storia comunque si capisce, si intuisce cosa si intende; storia dura, con lacrime. 



La Lapina del Tè, di Andromalis - Lapino #3 - indie comics
La Lapina del Tè, di Andromalis - Lapino #3 - indie comics

 

Di Andromalis abbiamo già accennato: è sua la bellissima copertina della rivista. E' romano e ha uno stile che lascia poco spazio agli interstizi bianchi e la cosa funziona benissimo. Tutto pieno, rotondo, morbido e decadente. 
Lavora sia per produzioni indipendenti che non e ha lavorato con Simone Lucciola (adoro anche lui! Su questo blog ci sono dei vecchi-issimi commenti su alcune cose di Simone, mentre altre sono sparite con gli anni, grazie tante alla mia ignoranza tecnologica) [Simone: non ti ho dimenticato e ti voglio sempre bene, anche se è da un po' che ti ho perso di vista, ma provvederò quanto prima!]) e QUI potete andare a vedere cose bellissime di Andromalis - già la strisciona di apertura del sito è stupenda! - e farvi un'idea.

A proposito: quasi ogni autrice/autore di Lapino #3 ha un account ins*agram e/o fakebo*k, ma io non avendo social non posso vederl*. Non ditemi che devo farmi pure io un account social... sono troooppo vecchio!


No Title, di Luiza Lehmann - Lapino #3 - indie comics
No Title, di Luiza Lehmann - Lapino #3 - indie comics

 

E' bello il fatto che ci siano mille stili diversi uno dall'altro, mille segni e modi di narrare con in comune null'altro che la propria urgenza narrativa, non imposta da serialità o "esigenze di mercato" o uniformità varie.
No Title di Luiza Lehmann è una storia di cinque pagine. Dell'autrice non ho trovato notizie in rete, se non che è francese, ma digitando il suo nome e poi "immagini" sul motore di ricerca ho visto cose belle e interessanti. No title è scura, potente e di resistenza (no "resilienza", termine che detesto). Bisogna leggerla e guardarla più volte.

 

Spara, Nonna Spara, di Thomas Bires - Lapino #3 - indie comics
Spara, Nonna Spara, di Thomas Bires - Lapino #3 - indie comics

 

Dopo uno scritto di Titti Demi si gira la pagina e appare la sontuosa doppia tavola di Spara, Nonna Spara di Thomas Bires che non ha parole ma ha tutto il resto, niente spazi vuoti, un mare di cose, ambienti, figure, architetture fantasy e città moderna, uno spettacolo da perderci gli occhi dentro. L'immagine qui sopra è un'estratto parziale di una tavola.

Non ho trovato un suo sito/blog, ma in rete leggo che l'autore è romano e che oltre al fumetto dipinge e QUI ci si può fare un'idea dei lavori di Bires.

Respira, di Deborah Malis - Lapino #3 - indie comics
Respira, di Deborah Malis - Lapino #3 - indie comics

 

Peccato non essere uno di quei bravi critici/critiche che fanno recensioni succinte ed essenziali, ficcanti: io non ne sono capace e mi rendo conto che scrivere un commentino su ognuna delle storie di Lapino #3 possa risultare dispersivo (e lungo, e forse noioso), ma non voglio lasciare fuori nessuna/o e poi, insomma, metti che qualcun* legga tutto questo e le/gli venga voglia di approfondire vorrebbe dire che una qualche utilità questo scritto ce l'ha. Sperare non costa nulla.

Deborah Malis è presente con Respira, sei pagine ariose come il titolo, simboliche, un segno sottile e leggero, tavole pensate, credo, per far sì che lo sguardo respiri in assonanza col disegno. Leggo in rete che Malis è artista ceramista e QUI ci si può fare un'idea dei suoi lavori - che trovo molto belli - ispirati alla ceramica popolare.

The Stick, di Marius Lapouyade - Lapino #3 - indie comics
The Stick, di Marius Lapouyade - Lapino #3 - indie comics

 

Alsaziano di Strasburgo, Marius Lapouyade è presente con The Stick, una storia muta di sette pagine protagonista della quale è un omino buffo e sfigatissimo, vedi un assaggio qui sopra. Abbiamo una scansione della tavola regolare, vignette ben definite che danno alla storia un ritmo veloce e serrato con un finale da ridere (per noi, non per l'omino buffo). 
Cerco in rete il nome dell'autore e trovo un mucchio di pagine fakebo*k e ins*agram, che quindi io non posso vedere, ma si capisce che Lapouyade è molto presente in situazioni
 indipendenti e mi sa che presto, se non voglio vivere di nuovo solo sdraiato sul divano del mainstream, dovrò fare qualcosa in merito (di social, dico).

Chuton è un fumettista franco-canadese di Montreal e la sua storia si chiama Tirare a Campare e la prima pagina è stata un'altra bella sberla in faccia in quanto mi ha ricordato il me stesso di... poco più di una settimana fa [perché, ebbene sì facciamo un po' di autofiction, ora sono in pensione, che ancora non ci credo]. 
Spietato realismo e una conclusione che personalmente ho sognato per molti e molti anni, anzi mi sa che qualche miliardo di persone ha sognato il finale di questa storia... Realismo non nel senso di disegno realistico: Chuton in questa storia ha un segno un po' alla Peter Bagge (me l'ha un po' ricordato, e quanto mi manca! Non perché sia morto, ma perché qui non lo pubblica nessuno) con anatomie buffe ed esagerate. Eh sì, un bel sogno!

Tirare a Campare, di Chuton - Lapino #3 - indie comics
Tirare a Campare, di Chuton - Lapino #3 - indie comics

 

Perso nel Bosco di Jacopo Bernardini - evidentemente ha molti omonimi e in rete non trovo nulla se non i suoi account social - è una storia criptica all'inizio, con un finale poetico e meno criptico; storia un po' tenera - il personaggio principale è graficamente pucciosissimo - e un po' crudele. Mi piace molto il contrasto tra l'inizio quasi ligne claire, senza ombre, con neri e bianchi netti e definiti, mentre le ultime due tavole hanno uno scuro tratteggio a china con un inserto chiaro di matita. Sì, certo, detto così non è che si capisca molto, dunque guardate la figura qui sotto che raffigura la prima vignetta tratteggiata.

Perso nel Bosco di Jacopo Bernardini - Lapino #3 - indie comics
Perso nel Bosco di Jacopo Bernardini - Lapino #3 - indie comics

 

Anche Redemption Virago di Eva Daffara, giovane artista friulana, mi è piaciuta molto. In questa storia il suo modo di raffigurare le donne e le persone in generale mi ha ricordato un po' il segno di Roberta Gregory. Non conoscevo Daffara e così, anche per lei, ho girato un po' in rete e ci sono davvero tantissime cose, non ultima il fatto che ha pubblicato anche per una casa editrice - la Eris Edizioni - che mi piace: dunque anche in questo caso approfondirò la conoscenza.
Redemption Virago è una storia muta tranne che per lo striscione che espongono orgogliosamente le ragazze nell'ultima tavola. Potrebbe essere, la storia, frutto di un esperienza personale, lo deduco sempre dallo striscione. 

Redemption Virago, di Eva Daffara - Lapino #3 - indie comics
Redemption Virago, di Eva Daffara - Lapino #3 - indie comics

 

Soldo di cacio è il nome d'arte - bellissimo - di un_autor/trice che, di nuovo, non conosco, ma che ha account ins*agram + fakeb*ok quindi potete andare a vedere alcuni suoi lavori, oltre a guardare la vignetta qui sotto, tratta dalla storia Fuori Orario. 
La prima tavola mi ha ricordato, non per il segno, ma per l'atmosfera, il vituperato/amatissimo Stray Toaster di Bill Sienkiewicz. Io ho un piccolo feticismo, nei fumetti, per gli ambienti e gli oggetti sui quali spesso mi capita di focalizzarmi e guardarmeli per minuti interi e così è successo in Fuori Orario, con gran soddisfazione.


Fuori Orario, di Soldo di cacio - Lapino #3 - indie comics
Fuori Orario, di Soldo di cacio - Lapino #3 - indie comics

Arriviamo a uno spassosissimo racconto di Truculentboy intitolato Good Morning, Cruel World. Truculentboy è molto attivo nella scena indipendente: scrive, illustra e ha un'etichetta discografica che si chiama Sincope Records ed è presente su Bandcamp e in un sacco di altri posti che trovate in giro e se  volete un assaggio dei gusti musicali di Truculentboy, alla fine del racconto, a tema musicale, c'è un qr code che vi ci porta. 

Anche Vitro è molto presente nella scena underground e non solo (e ha i soliti account social che potete andare a vedere). Qui è presente con Jane Doe, uno sberlone in faccia che fa veramente male, e giustamente. Vitro qui usa uno stile di disegno a puntini che ha un effetto straniante, ma la storia che narra è tutt'altro che straniante. C'è una prevalenza di vignette lunghe orizzontali che lungi dall'essere "ariose" permettono, invece, di amplificare l'orrore. Non è una storia horror. Magari lo fosse. I puntini rendono i personaggi di Jane Doe meno definiti: saranno le loro azioni a definirli. 

Jane Doe, di Vitro - Lapino #3 - indie comics
Jane Doe, di Vitro - Lapino #3 - indie comics

 

Siamo quasi alla fine del volume con Estate al Lago di Simone Marchetti, artista perugino che ha studiato arte a Bruxelles. Ha un suo sito che dovete andare a vedere QUI. 
Come tutte le altre autrici e autori di Lapino anche lui padroneggia molteplici e diversi stili: quello che sceglie di usare per Estate al Lago è apparentemente semplice, c'è l'uso di molti neri, una scansione della tavola regolare. La storia potrebbe riguardare ognun* di noi, è una prima volta, banale all'apparenza com'è spesso banale la vita delle persone, ma una banalità molto... intensa. Qui sotto una vignetta.

Estate al Lago, di Simone Marchetti - Lapino #3 - indie comics
Estate al Lago, di Simone Marchetti - Lapino #3 - indie comics

 

Dopo c'è la pagina delle Spigolapine di Ara Fossati Levi - vedi i suoi social per maggiori info - che richiama un po' le spigolature della famosa Settimana Enigmistecc.ecc. cui sono abbinati dei piccoli disegni: si può vederne uno più sopra.

Siamo davvero quasi alla fine del volume con Malamore di Titti Demi. Quattro tavole a tutta pagina che, infine, citano la bella canzone di Enzo Carella (che personalmente adoro) come puoi vedere nella vignetta parziale riprodotta qui sotto.
Non me ne vogliano le altre autrici/autori (che tanto quando mai mi leggeranno?! ^___^) ma lo stile di Titti Demi è il mio preferito, quello che mi risuona meglio, anche se ribadisco con forza che ho apprezzato tantissimo tutte le proposte della rivista (no piaggeria, verità). Anche Titti Demi ha i suoi account social, compreso - sempre che sia un social - substack.


Malamore, di Titti Demi - Lapino #3 - indie comics
Malamore, di Titti Demi - Lapino #3 - indie comics

 

E siamo proprio alla fine del volume con le due tavole di Nicola Stradiotto dolcemente intitolate Shit. Anche lui attivissimo nella scena indipendente, anche lui proprietario di social account. Shit è composto da due tavole a tutta pagina con le quali non si può non essere d'accordo, come si può vedere nella tavola parziale riprodotta qui sotto.

L'ultima tavola, in terza di copertina, anch'essa opera di Titti Demi, si ricorda che Lapino indie comics è una rivista antifascista, cosa che aggiunge parecchio valore ai miei occhi.

 

Shit, di Nicola Stradiotto - Lapino #3 - indie comics
Shit, di Nicola Stradiotto - Lapino #3 - indie comics
 

Aggiungo come ultima cosa che indipendente non significa "curato poco" o altre sciocchezze del genere: Lapino #3 è cartograficamente curato benissimo.
E finisce questo mio lunghissimo scritto che spero sia servito alle cinque persone che mi leggono (quattro: mio marito non vale, dài...) a farsi un'idea della rivista e magari, incuriosit*, scrivano alla curatrice - vedi qui sotto le indicazioni per il contatto - per averne una copia, pochi soldi ma ottimamente spesi.

Orlando Furioso

Attenzione: 
per avere Lapino #3 contatta questo indirizzo di posta elettronica (<<clicca)

QUI invece l'account ins*agram di Lapino

Elenco completo Autrici/Autori di Lapino # 3: 
Titti Demi, Vera Bekema, Caroline Sury, Marco Corona, Federica Ferraro, Andromalis, Luiza Lehmann, Thomas Bires, Deborah Malis, Marius Lapouyade, Chuton, Jacopo Bernardini, Eva Daffara, Soldo di cacio, Truculentboy, Vitro, Simone Marchetti, Ara Fossati Levi, Nicola Stradiotto.

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