Due come noi!!
(今日から俺は!!
Kyou kara ore wa!! )
di Hiroyuki Nishimori
vol. 1
(in Giappone il manga consta di 38 tankobon)
brossurato con sovraccoperta
176 pag. , b/n
Euro 4,95
Goen
collana Hiro Collection 20
Mai vista una copertina tanto brutta (mi sono detto appena vedutala)… (…e in effetti…).
Mai presentazione fu più fuorviante perché non appena ho cominciato a sfogliare il manga:
1) mi sono sentito trascinare vorticosamente negli Anni 90;
2) ho visto dei disegni così grezzi che… non ho potuto evitare di innamorarmene istantaneamente!
Ma soprattutto: non avrei mai pensato che mi sarei divertito così tanto leggendolo!
Grasse
e gustose risate, frenetico sfogliar di pagine per godermi la rissa
successiva e la valanga di assurdità partorite a getto continuo dai due favolosi protagonisti: Takashi Mitsuhashi, il biondastro – tintissimo – in copertina e Shinji Ito, l’altro megatamarro coi capelli a spunzoni finto-punk, detto affettuosamente “porcospino”.
Due come loro,
appunto. Teppisti liceali, ribelli “costruiti” a tavolino, ma comunque
efficaci, dato che riescono a riempire di mazzate persino i più temibili
bulli della scuola (e quasi quasi anche uno yakuza!).
La storia parte in questo modo: Takashi e Ito,
entrambi appena trasferitisi con le loro famiglie, per fare più colpo
al nuovo liceo decidono di farsi un taglio di capelli così particolare
da attirare l’attenzione; Takashi si fa biondo platino mentre Ito
si spara i capelli in aria (vedi i disegni qui a corredo, presi da scan
inglesi), un ottimo modo non solo attirare tutti gli sguardi
circostanti, ma anche e soprattutto per farsi bollare come pericolosi
elementi. Ma tant’è, presto scopriranno di essere capitati in un liceo
in cui la percentuale di teppismo è altissima.
Sarà dura,
quindi, tenere alta la bandiera della tamarraggine e non farsi
calpestare dalle varie gang presenti a scuola e dai vari capetti e
leaderini…
Le gag si susseguono incessantemente e incidentalmente mi chiedo come abbia fatto l’autore Hiroyuki Nishimori a mantenere questo ritmo forsennato per 38 volumetti… sempre che l’abbia mantenuto, s’intende.
Forse faccio un paragone che c’entra poco, ma per più di un attimo mi è balenato in mente Dash Kappei, nonostante siamo qui lontanissimi dallo spokon-manga: la demenzialità delle gag, il loro susseguirsi senza tregua, il continuo – e divertentissimo – uso del super-deformed mi hanno davvero ricordato tanto il brutto nano che qui in Italia è stato ribattezzato Gigi la Trottola.
Al di là di eventuali poco riusciti paragoni, uno degli aggettivi che più mi sembrano adatti per “marchiare” Due come noi è “demenziale”, categoria che – Skiantos e poc’altra roba a parte – non è mai stata troppo parte della mia personale cultura e formazione.
Ma evidentemente certe letture servono [anche] a farci (a farmi) capire quanto assurde siano certe pretese di confinare in specifici “generi” i fumetti che ci (mi) piacciono.
Fossilizziamoci
pure su questo o su quel “genere” o su determinati “punti fermi”: ad un
certo punto se siamo di mente aperta e ci concediamo qualche azzardo,
arriverà il fumetto che scardina piacevolmente certe (auto)convinzioni
che ci ostacolano sulla via del piacere. Piacere, appunto, niente di
più, niente di meno, pura evasione, divertimento. E il semplice fatto
che lo sto scrivendo significa che comunque un po’ in colpa mi sento per
aver goduto di un manga che, per lo meno in questo primo volume, non ha
nient’altro da offrire che divertimento e risate. C’è da rifletterci,
vero? Con tutti i fumetti che leggo (per tacer dei saggi) per la maggior
parte delle volte finisco col raccontare quelli, come dire, meno
“spessi”…
Dicevamo: in questo primo volume di Due come noi!! troviamo azione continua e frenetica, gag
una dopo l’altra e violenza come se piovesse. Attenzione, non sto
parlando di violenza intesa come gente che muore crivellata da colpi di
proiettile, si tratta pur sempre di adolescenti in un liceo, dunque
niente di così cruento.
In Due come noi!!
tutti e tutte urlano, strillano, si menano, ma – come in ogni manga che
si rispetti – non manca l’esposizione di alti valori come l’amicizia
(tradita ogni due per tre), il sacrificarsi per gli altri (a seconda di
quanto c’è da guadagnarci), l’autoaffermazione individuale (calcolata in
base al grado di coolness), l’ergersi contro i soprusi (solo
se si è certi di darle ben sode), l’importanza della sincerità (detta
solo quando può ferire o “sputtanare” l’altro) e infine il calore della
famiglia (inesistenti sia il calore che la famiglia). Un manga pieno di
buoni sentimenti.
Ma a parte queste considerazioni morali(stiche…) l’abbondanza di lividi corporei, facciali soprattutto, il vedere Ito e Takashi vestiti da ragazza (orrendi/e!!!) e sentire il tonfo che fa quest’ultimo mentre finisce in una buca piena di m… il tutto, insomma, vale abbondantemente la spesa.
Takashi e Ito
sono gli anti-eroi della situazione e se lo meritano perché a ben
vedere pur essendo teppisti (e talvolta vigliacchi) come gli altri,
casinari, irrispettosi, violenti come gli altri teppisti, hanno comunque
un carattere originale, che spicca e sovrasta di ben
lunga distanza il piattume conformistico della maggioranza della
teppaglia che a differenza dei nostri, non brilla in niente. Il resto
dei teppisti, che peraltro vengono descritti come particolarmente
attaccati a stereotipi conservatori e reazionari, non ha altro che non
sia la quantità di “scagnozzi” da comandare e ragazze da infastidire.
Le ragazze, molto presenti nel manga, sono lontanissime da
qualsiasi immagine dolce & graziosina e vengono anzi descritte come
particolarmente aggressive e determinate. Questo me le ha fatte
immediatamente apprezzare. Amo come le disegna Nishimori!
Vogliamo
parlare dei disegni? Vogliamo accennare a questi sgraziati,
anatomicamente imperfetti, graffianti, duri, deformati, prospetticamente
“azzardati”, spassosissimi disegni? Cosa volete che vi dica se non che
li adoro? C’è un motivo? Non basta il fatto che li trovo bellissimi non “nonostante” il loro essere sgraziati, ma “proprio” per questo? Questione di gusti. Riuscire a godere per il tratto barocco e sublime di Adekan e a entusiasmarsi per l’espressionismo crudo e sgraziato di Nishimori mi sembra un vantaggio!
Hiroyuki Nishimori,
che – mea culpa - non avevo mai sentito nominare prima di tre giorni
fa, ha un modo di descrivere i personaggi, volti e corpi, che al di là
del suo non essere anatomicamente perfetto e proprio per il suo
apparirmi a metà strada tra mainstream, stereotipo e underground, trovo affascinante, anzi irresistibile.
Mi piace molto anche come costruisce la tavola, meglio ancora: il modo in cui mette in sequenza le vignette e le tavole, modo anch’esso (apparentemente) caotico, ma in realtà perfettamente funzionale e soprattutto funzionante, altamente drammatico, iperdinamico senza fastidiosi abusi di linee cinetiche, con una bella alternanza di inquadrature che sono un vero invito alla frenesia!
Sarebbe stupendo mantenere questo stesso entusiasmo per i prossimi 38 volumi. Farò del mio meglio.
Buon divertimento!
“Dannazione! Questo non è uno shojo manga!” (Takashi Mitsuhashi)
Orlando Furioso (Posted: 02 Apr 2014 02:33 PM PDT)
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