mercoledì 2 aprile 2014

Due come noi

Due_come_noi_coverDue come noi!! 

(今日から俺は!!
Kyou kara ore wa!! )

di Hiroyuki Nishimori

vol. 1
(in Giappone il manga consta di 38 tankobon)

brossurato con sovraccoperta
176 pag. , b/n

Euro 4,95 

Goen
collana Hiro Collection 20

 

 

 

Mai vista una copertina tanto brutta (mi sono detto appena vedutala)… (…e in effetti…).
Mai presentazione fu più fuorviante perché non appena ho cominciato a sfogliare il manga:
1) mi sono sentito trascinare vorticosamente negli Anni 90;
2) ho visto dei disegni così grezzi che… non ho potuto evitare di innamorarmene istantaneamente!

Takashi_Ito_01 
Ma soprattutto: non avrei mai pensato che mi sarei divertito così tanto leggendolo!
Grasse e gustose risate, frenetico sfogliar di pagine per godermi la rissa successiva e la valanga di assurdità partorite a getto continuo dai due favolosi protagonisti: Takashi Mitsuhashi, il biondastro – tintissimo – in copertina e Shinji Ito, l’altro megatamarro coi capelli a spunzoni finto-punk, detto affettuosamente “porcospino”.

Due come loro, appunto. Teppisti liceali, ribelli “costruiti” a tavolino, ma comunque efficaci, dato che riescono a riempire di mazzate persino i più temibili bulli della scuola (e quasi quasi anche uno yakuza!).

Teppaglia_03

La storia parte in questo modo: Takashi e Ito, entrambi appena trasferitisi con le loro famiglie, per fare più colpo al nuovo liceo decidono di farsi un taglio di capelli così particolare da attirare l’attenzione; Takashi si fa biondo platino mentre Ito si spara i capelli in aria (vedi i disegni qui a corredo, presi da scan inglesi), un ottimo modo non solo attirare tutti gli sguardi circostanti, ma anche e soprattutto per farsi bollare come pericolosi elementi. Ma tant’è, presto scopriranno di essere capitati in un liceo in cui la percentuale di teppismo è altissima.
Sarà dura, quindi, tenere alta la bandiera della tamarraggine e non farsi calpestare dalle varie gang presenti a scuola e dai vari capetti e leaderini…

Takashi_Ito_02

Le gag si susseguono incessantemente e incidentalmente mi chiedo come abbia fatto l’autore Hiroyuki Nishimori a mantenere questo ritmo forsennato per 38 volumetti… sempre che l’abbia mantenuto, s’intende.
Forse faccio un paragone che c’entra poco, ma per più di un attimo mi è balenato in mente Dash Kappei, nonostante siamo qui lontanissimi dallo spokon-manga: la demenzialità delle gag, il loro susseguirsi senza tregua, il continuo – e divertentissimo – uso del super-deformed mi hanno davvero ricordato tanto il brutto nano che qui in Italia è stato ribattezzato Gigi la Trottola.

Al di là di eventuali poco riusciti paragoni, uno degli aggettivi che più mi sembrano adatti per “marchiare” Due come noi è “demenziale”, categoria che – Skiantos e poc’altra roba a parte – non è mai stata troppo parte della mia personale cultura e formazione.

Takashi_botte
Ma evidentemente certe letture servono [anche] a farci (a farmi) capire quanto assurde siano certe pretese di confinare in specifici “generi” i fumetti che ci (mi) piacciono.
Fossilizziamoci pure su questo o su quel “genere” o su determinati “punti fermi”: ad un certo punto se siamo di mente aperta e ci concediamo qualche azzardo, arriverà il fumetto che scardina piacevolmente certe (auto)convinzioni che ci ostacolano sulla via del piacere. Piacere, appunto, niente di più, niente di meno, pura evasione, divertimento. E il semplice fatto che lo sto scrivendo significa che comunque un po’ in colpa mi sento per aver goduto di un manga che, per lo meno in questo primo volume, non ha nient’altro da offrire che divertimento e risate. C’è da rifletterci, vero? Con tutti i fumetti che leggo (per tacer dei saggi) per la maggior parte delle volte finisco col raccontare quelli, come dire, meno “spessi”…

Signorine

Dicevamo: in questo primo volume di Due come noi!! troviamo azione continua e frenetica, gag una dopo l’altra e violenza come se piovesse. Attenzione, non sto parlando di violenza intesa come gente che muore crivellata da colpi di proiettile, si tratta pur sempre di adolescenti in un liceo, dunque niente di così cruento.
In Due come noi!! tutti e tutte urlano, strillano, si menano, ma – come in ogni manga che si rispetti – non manca l’esposizione di alti valori come l’amicizia (tradita ogni due per tre), il sacrificarsi per gli altri (a seconda di quanto c’è da guadagnarci), l’autoaffermazione individuale (calcolata in base al grado di coolness), l’ergersi contro i soprusi (solo se si è certi di darle ben sode), l’importanza della sincerità (detta solo quando può ferire o “sputtanare” l’altro) e infine il calore della famiglia (inesistenti sia il calore che la famiglia). Un manga pieno di buoni sentimenti.

Ma a parte queste considerazioni morali(stiche…) l’abbondanza di lividi corporei, facciali soprattutto, il vedere Ito e Takashi vestiti da ragazza (orrendi/e!!!) e sentire il tonfo che fa quest’ultimo mentre finisce in una buca piena di m… il tutto, insomma, vale abbondantemente la spesa.

Takashi
Takashi e Ito sono gli anti-eroi della situazione e se lo meritano perché a ben vedere pur essendo teppisti (e talvolta vigliacchi) come gli altri, casinari, irrispettosi, violenti come gli altri teppisti, hanno comunque un carattere originale, che spicca e sovrasta di ben lunga distanza il piattume conformistico della maggioranza della teppaglia che a differenza dei nostri, non brilla in niente. Il resto dei teppisti, che peraltro vengono descritti come particolarmente attaccati a stereotipi conservatori e reazionari, non ha altro che non sia la quantità di “scagnozzi” da comandare e ragazze da infastidire.
Le ragazze, molto presenti nel manga, sono lontanissime da qualsiasi immagine dolce & graziosina e vengono anzi descritte come particolarmente aggressive e determinate. Questo me le ha fatte immediatamente apprezzare. Amo come le disegna Nishimori!

Vogliamo parlare dei disegni? Vogliamo accennare a questi sgraziati, anatomicamente imperfetti, graffianti, duri, deformati, prospetticamente “azzardati”, spassosissimi disegni? Cosa volete che vi dica se non che li adoro? C’è un motivo? Non basta il fatto che li trovo bellissimi non “nonostante” il loro essere sgraziati, ma proprio per questo? Questione di gusti. Riuscire a godere per il tratto barocco e sublime di Adekan e a entusiasmarsi per l’espressionismo crudo e sgraziato di Nishimori mi sembra un vantaggio!

Takashi_treno
Hiroyuki Nishimori, che – mea culpa - non avevo mai sentito nominare prima di tre giorni fa, ha un modo di descrivere i personaggi, volti e corpi, che al di là del suo non essere anatomicamente perfetto e proprio per il suo apparirmi a metà strada tra mainstream, stereotipo e underground, trovo affascinante, anzi irresistibile.

Mi piace molto anche come costruisce la tavola, meglio ancora: il modo in cui mette in sequenza le vignette e le tavole, modo anch’esso (apparentemente) caotico, ma in realtà perfettamente funzionale e soprattutto funzionante, altamente drammatico, iperdinamico senza fastidiosi abusi di linee cinetiche, con una bella alternanza di inquadrature che sono un vero invito alla frenesia!

Sarebbe stupendo mantenere questo stesso entusiasmo per i prossimi 38 volumi. Farò del mio meglio.

Buon divertimento!

“Dannazione! Questo non è uno shojo manga!” (Takashi Mitsuhashi)

 

Orlando Furioso (Posted: 02 Apr 2014 02:33 PM PDT)
 

Trio

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