(Hokuto no Ken)
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di Buronson, testi
e Tetsuo Hara, disegni
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27 volumetti settimanali,
brossurato, pag. n/d, b/n
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edicola e fumetteria
serie in corso
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cad. Euro 4,20
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Planet Manga
Mai, mai scorderai l'attimo, la terra che tremò. L'aria s'incendiò e poi silenzio.Chi da quest'incubo nero ci risveglierà, chi mai potrà? [1]
E gli avvoltoi sulle case sopra la città, senza pietà.
Chi mai fermerà la follia che nelle strade va? Chi mai spezzerà le nostre catene?
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
Dicessi che l'ho sempre letto, mentirei: compravo, sfogliavo magari anche molto velocemente e mettevo via.
Ho guardato, però senza continuità, anche il cartone animato che ha imperversato per anni sui canali televisivi nostrani e devo dire che mi attraeva molto, aveva componenti simboliche forti, lo trovavo abbastanza interessante. Anche se il vero motivo per cui lo guardavo era... quella sigla! E' stato amore puro al primo ascolto, una delle poche canzoni in italiano delle quali ricordo il testo. Dovessi dire che ho visto tutte le puntate del cartone animato, fino alla fine e con attenzione, mentirei di nuovo. Spesso Ken era un sottofondo, un piacevolissimo sottofondo, ma nulla per cui scriverci su troppe parole, ecco.
Anche Ken, come molte altre serie trasmesse nella seconda metà degli Anni 80, era entrato in qualche modo nel mio immaginario, oltre che in quello collettivo.
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
E poi, ho freddamente calcolato, sono solo 27 volumetti settimanali a un prezzo abbordabile, in mezzo anno mi faccio la serie completa.
Oltre ad acquistarla, questa volta la serie la sto anche leggendo. Pensavo di essere "fuori target" (termine che uso un po' troppo spesso...), pensavo che "nostalgia blablabla", mi imbarazzava persino un po' quando il mio fumettaro, col negozio pieno di gente, strillava "Ah poi ci sono due Ken il Guerriero da ritirare, li prendi adesso?" ("Ma taci!" - pensavo - "che penseranno 'sti ragazzetti a vedere un signore di mezz'età che compra Ken?"...), pensavo di aver bisogno di "bilanciare" le mie letture: ogni volume di Ken letto, per punizione almeno un paio di mattonazzi introspettivo-ombelicali subito dopo! [2]
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
E invece... Di questo fumetto mi sta piacendo, beh: tutto! Mi appassiona la storia, mi piacciono i disegni, è il primo fumetto che leggo non appena tornato a casa dalla fumetteria, mi ci immergo come se stessi nuotando in un mare di soddisfazione estetica e mentale.
Certo che li vedo i difetti (ce ne sono parecchi), ma a tutt'oggi - Panini è arrivata a pubblicare il 15mo volumetto - non inficiano affatto la gioia della lettura, il puro piacere dell'azione.
Chi sta pazientemente leggendo queste righe conosce sicuramente meglio di me la trama del manga di Buronson (Yoshiyuki Okamura) e Tetsuo Hara (dato che in Italia siamo alla quarta edizione): la Terra vive in una distopia post-nucleare successiva a una terribile guerra nucleare totale avvenuta alla fine del XX secolo [il manga uscì in Giappone nel 1983, quando "il 2000" era ancora una data relativamente lontana ed evocativa] il mondo intero è ridotto a un deserto in cui le materie prime, acqua e cibo soprattutto, sono diventate una merce rara e preziosa. La poca popolazione sopravvissuta si ammassa intorno alle poche oasi e subisce le angherie delle peggiori bande di delinquenti (con estetiche alla Mad Max, un misto tra Hell's Angels, punk, sado-maso e armature medievali).
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
E' in questa realtà che agisce il nostro eroe, Kenshiro, il 64esimo successore della scuola di arti marziali detta "Divina Scuola di Hokuto" (Hokuto Shinken).
Lui è un eroe senza macchia né paura, disposto senza pensarci su un istante a rischiare la vita per salvare una bambina, disposto a massacrare e sterminare centinaia e centinaia di cattivi nei modi più atroci senza abbassare di un millimetro il sopracciglio, usando la tecnica segreta dei punti di pressione tsubo, punti segreti disseminati a centinaia sul corpo umano.
Kenshiro - Ken d'ora in poi - si accompagna fin da subito a Lynn e Bart, un'orfana (ex) muta e un ladro bambino, inizialmente andando alla ricerca di Yuria, la fidanzata perduta. Forse il destino di Ken è quello di salvare il mondo e di ridare speranza...
Altri personaggi si uniscono di volta in volta a lui e ai due bambini, altri invece sono destinati ad ingrossare le fila dei suoi nemici.
La storia, abbastanza tipica nella sua sostanza, procede secondo schemi sempre molto simili tra loro, che potrebbero ricordare quelli di un primitivo videogioco: l'eroe incontra una nuova, terribile banda di malvagi, sempre con a capo un individuo spietato e "deforme", e li elimina in combattimenti tanto cruenti quanto rapidi.
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
E' evidente che Ken, anche quando si trova in difficoltà o viene addirittura fatto prigioniero, non può né deve perdere.
I combattimenti seguono appunto uno stereotipo che chiamo "di consolazione" ("consolazione" in quanto il buono deve vincere, anche per far stare meglio chi sta leggendo la storia), ossia il buono, il personaggio positivo, è in realtà imbattibile in quanto destinato a vincere ogni singolo combattimento. Ciò nonostante gli autori riescono a infondere tensione ad ogni combattimento rendendolo piacevole da leggere e guardare.
Mi ha molto colpito ad esempio - nel vol. 12 - il combattimento tra il buono Toki e il cattivo Raoh, entrambi ex-aspiranti alla successione della Divina Scuola di Hokuto: mi hanno ricordato Eteocle e Polinice, i figli di Edipo che nella tragedia di Eschilo I Sette contro Tebe combattono una sfida che non può che concludersi con la morte di entrambi, gloriosa fine della maledizione che un dio capriccioso ha scagliato sulla genìa di Laio, padre di Edipo. Questo nonostante il combattimento tra Toki e Raoh non abbia lo stesso finale della tragedia eschiliana.
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
Ken il Guerriero è un manga molto interessante anche dal punto di vista estetico: parlando dei disegni, essi presentano numerose caratteristiche interessanti tra cui una spiccata differenza di tecnica: si passa cioè con la massima disinvoltura da tavole e vignette iper-dettagliate, molto d'effetto e che richiedono lunghi istanti per essere gustate appieno, quasi "leziose" o rococò nella loro descrittività e che riempiono letteralmente gli occhi di chi le guarda, a vignette che paiono eseguite molto più velocemente e sembrerebbe senza troppa convinzione.
Una considerazione a parte meritano le evidentissime (ma non per questo meno affascinanti) sproporzioni anatomiche dei personaggi combattenti malvagi: solo essi "beneficiano" di corpi impossibili e giganteschi, colossali statue di muscoli d'acciaio e che immancabilmente sfoderano orribili ghigni diabolici e spesso da idioti.
I combattenti buoni invece, Ken per primo, sono dotati di volti decisi ma serafici, con intensi sguardi "zen" ed evidentemente per vincere non abbisognano di corpi e volti mostruosi.
Le sproporzioni anatomiche e prospettiche tra buoni e malvagi sono dunque esagerate e sebbene si possa pensare che il gigantismo sia una conseguenza delle radiazioni nucleari (però perché ha colpito solo i malvagi?...) forse sono invece simboliche e volute dagli autori, come una rivincita dei David sui Golia. Oppure, meno prosaicamente, questi difetti sono dovuti alla cornea cronica, rara malattia di cui soffre il disegnatore Tetsuo Hara e che provoca difficoltà nella visione della prospettiva.
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
Ciò detto è innegabile l'efficacia, l'energia e l'epica drammaticità delle tavole di Tetsuo Hara, la sua abilità nel rappresentare la possanza e la regalità, il potere: tra le mie preferite finora sono le tavole in cui compare Raoh e il suo diabolico, gigantesco cavallo (mi ricorda il Bucefalo di Alexander) e quelle in cui si scatena l'energia di Toki, probabilmente ad oggi il mio personaggio preferito del manga.
C'è, ancora, una sorta di canone estetico che determina che i volti dei personaggi principali siano tutti somiglianti, praticamente il volto di Ken è lo stesso di altri potenti personaggi, con variazioni di lunghezza e di colore dei capelli. Come se il concetto di "varietà" sia associato alla mostruosità delle fattezze, che evidenziano quindi la diversità. Diversità che è infatti riservata alla truppa, a chi è sì fortissimo (ma mai quanto i personaggi principali!) ma ben poco intelligente, oltreché completamente schiavo della propria avidità e del proprio sadismo.
Una sorta di eugenetica fumettistica, insomma, in cui i "Grandi"(personaggi) godono di una somiglianza prima di tutto estetica e hanno volti in qualche modo "nobili" ed evidentemente questa "nobiltà esteriore" nella maggior parte dei casi preserva dalla morte, dato che tutti i giganteschi cattivi deformi e sadici - e soprattutto brutti - sono destinati a morire, la maggior parte di essi, ovviamente, per mano di Ken...
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| Ken il Guerriero, di Buronson e Tetsuo Hara - Planet Manga |
Nonostante i limiti e i difetti cui ho accennato, Ken il Guerriero è un fumetto che funziona benissimo e che non ha sentito in modo troppo pesante il trascorrere degli anni: mi tiene avvinto dalla prima all'ultima pagina e i disegni, anche quando non perfettamente realizzati, si lasciano guardare con piacere; il narrare è fluido (ciclico e ripetitivo, ma fluido) e, seppur con artifici stereotipati e spesso piacioni, riesce a suscitare emozioni.
Certo, si tratta di emozioni semplici e primordiali, benché umane e universali: parliamo di valori come l'amicizia, la lealtà, la bontà d'animo (che non impedisce di massacrare cattivi a centinaia e centinaia...), la difesa di chi è debole, la punizione dell'ingiustizia, la speranza e un pizzico di coscienza ecologica.
Il manga è inizialmente manicheo, come un poema cavalleresco nel quale i buoni sono senza macchia né paura, e i cattivi sono l'incarnazione della malvagità senza alcuna speranza di redenzione, ma poi, proseguendo la storia, il manicheismo si stempera e si scoprono zone d'ombra dove prima era tutta luce e inaspettati, seppur flebili, chiarori dove pareva esserci solo tenebra. Questo arricchisce il manga e, anche se sappiamo già come finirà l'epico racconto, lo rende più vario e godibile, molto, molto di più di quanto ciò che ho scritto finora potrebbe, erroneamente, far pensare.
Orlando Furioso
Note:
[1] Sigla italiana della prima serie della versione animata di Ken il Guerriero, scritta da L. Macchiarella e C. Maioli e cantata da Spectra.
[2] Le immagini a corredo di questo scritto sono prelevate da Internet.










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