di Tsukiji Nao
brossurato
con sovraccoperta
stampata anche sul lato interno
192 pag. b/n
€ 5,90
Magic Press
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E' indubbio: le scans fanno danni.
Soprattutto al mio portafoglio. Da quando esiste questa forma di "pirateria" il mio portafoglio subisce innumerevoli danni, visto che compro molti più fumetti di un tempo.
Dopo aver "sentito" parlare di Adekan in alcuni blog, tra i quali questo, e cercando qualche anticipazione in rete, mi sono ritrovato a leggere lo scan (inglese) del primo volumetto... la cui edizione italiana per Magic Press ho immediatamente ordinato in fumetteria.
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| Adekan, di Tsukiji Nao |
Motivi che mi hanno portato a diventare istantaneamente un Adekan-fan ce ne sono parecchi; in ordine sparso: la bellezza e la cura dei disegni [1], l'ambientazione, la caratterizzazione dei personaggi, la tensione erotica che scaturisce dalle pagine, l'originalità della trama, la meravigliosa sovraccoperta (stampata anche all'interno!), il fascino gotico-barocco che permea tutto quanto e altri motivi ancora, sparsi, razionali e irrazionali, continuano ad emergere nonostante sia già alla terza rilettura del manga.
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Una cosa che si fa sempre coi manga è classificarli in base al target cui sono rivolti: al target, non al "genere"!
Sul sito della casa editrice italiana Adekan è classificato come shojo (perché originariamente pubblicato su una rivista shojo), ma sinceramente credo sia una definizione limitata per le lettrici e i lettori italiani in quanto il target può tranquillamente comprendere chiunque apprezzi i manga in generale.
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| Adekan, di Tsukiji Nao |
Come dicevo, la prima cosa che mi ha colpito sono stati i disegni di Tsukiji Nao: sontuosi, dettagliatissimi, zeppi di ghirigori barocchi con influenze gotiche e steampunk (vedi ad esempio le "microarmature" che vari personaggi usano in alcune parti del proprio corpo, piene di tubicini, ghiere, cuoio e metallo).
Le anatomie sono filiformi, chilometriche gambe sorreggono lunghi torsi magrissimi, lunghe braccia terminano con mani dalle dita affusolate; le movenze, anche nei combattimenti, sono sempre aggraziate, sinuose, plastiche; i volti dei protagonisti sono improntati alla bellezza (specialmente i visi di Shiro e di Kojiro) e le espressioni sono mostrate al massimo della loro espressività. I personaggi sono sempre riconoscibili essendo caratterizzati con precisione.
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| Adekan, di Tsukiji Nao |
Molto ricercato è l'abbigliamento dei personaggi, con pieghe, decorazioni e fantasie, oltre alle meravigliose "microarmature" cui accennavo sopra.
Anche le ambientazioni sono particolari ed affascinanti: una sorta di mondo "fantasy" (con virgolette!) in cui convivono edifici iper-decorati dalle prospettive quantomeno ardite e vegetazioni lussureggianti, insieme a luridi e oscuri bassifondi dai quali è imperativo tenersi alla larga.
Ma dei bellissimi disegni senza una buona storia farebbero solo un fumetto a metà, e questo non è il caso di Adekan.
La storia, ambientata in questa sorta di Giappone "fantasy" (sempre con le virgolette!) miscuglio di varie epoche storiche reinterpretate, è incentrata su Shiro Yoshiwara, un bellissimo ed efebico ombrellaio, e Kojiro Yamada, altrettanto bello agente di polizia.
L'ombrellaio Shiro vive disordinatamente e ha l'abitudine di non indossare il fundoshi (la versione nipponica delle mutande maschili). Oltre a ciò, Shiro nasconde molto di sé e in questo primo volume cominciamo solo ad intravedere alcuni dei segreti e dei misteri che avvolgono quest'affascinante, enigmatica figura.
"Contraltare" di Shiro e non meno affascinante, è lo stupendo agente (officer) Kojiro Yamada che - "ufficialmente" per motivi "umanitari" e di ordine pubblico (...) - decide di prenderci cura di Shiro, di insegnargli le regole del vivere civile, come ad esempio a indossare il fundoshi evitando così di circolare con i genitali al vento e a mangiare con le bacchette...
Manco a dirlo la relazione tra i due è complessa, contraddittoria e... aggiungetevi ancora qualche altro aggettivo a piacere.
Una delle cose che più mi è piaciuto del manga sono i numerosi - e per nulla artefatti - momenti di tensione erotica che scintillano tra i due. Niente di agito, ma la tensione è davvero altissima e rovente, perfettamente costruita dalla maestra Tsukiji Nao.
Non sono un esperto di Boys Love (anzi, ne ho letti pochi, fino ad oggi), ma certamente la tensione erotica presente in Adekan tra i due protagonisti maschili non l'ho mai riscontrata altrove e sebbene i miei gusti in fatto di avvenenza maschile siano ben altrove orientati, beh, ecco... la tensione erotica tra i due mi ha scosso (in modo molto positivo, s'intende! ^_^) (faccina vergognosetta...)
Altri personaggi maschili presenti in questo primo volume, e anch'essi ben costruiti e molto interessanti, sono Saburota Aragami e Mizuhiko Saotome, anch'essi agenti di polizia, oltre al misterioso - e naturalmente stupendo - Anri Yoshiwara (uhm... notato una qualche assonanza col cognome dell'ombrellaio?...). Quest'ultimo, nei capitoli 3 e 4 di questo primo volume, darà parecchio filo da torcere al nostro ombrellaio preferito e grazie alla sua presenza si cominceranno a dipanare sottotrame che promettono di rendere Adekan sempre più interessante.
Non mancano personaggi femminili, alcuni dei quali parecchio originali e sconvolgenti, come la Mitsu Akizuki del primo episodio, la Ayameko Mizukami del secondo capitolo o la sconvolgente Donna Gatto del quarto e ultimo capitolo. E' indubbio però che, almeno per quanto visto finora, siano i personaggi maschili a fare la parte del leone.
In questo primo volume la storia si svolge in quattro episodi più o meno autoconclusivi, nel senso che pur avendo una struttura completa in se stessi e una loro leggibilità autonoma, sono tutti collegati tra loro in modo da formare una storia che sebbene per ora sia soltanto all'inizio, è già ricchissima di spunti, ambientazioni, misteri, sottotrame e personaggi che, tutti insieme, certamente andranno a formare un unico affresco.
L'atmosfera generale del manga non è univoca: della tensione erotica tra i protagonisti abbiamo già detto, ma ci sono anche orrore, combattimenti (con grande uso di linee cinetiche), criminalità, omicidi, traffico di esseri umani, qualche scena splatter... e siparietti comici - pochi e misurati - per stemperare un po' il tutto. Non confusione, ma sapiente mescola di tematiche e atmosfere diverse che, tutte insieme, contribuiscono a creare una storia godibilissima, appassionante, piena di colpi di scena ed estremamente divertente.
Orlando Furioso
Note:
[1] dei quali non potete trarne un'idea corretta qui, in quanto a corredo di queste righe ho utilizzato le immagini dello scan inglese; la resa dell'edizione a stampa è di molte volte migliore.
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Adekan, di Tsukiji Nao
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